lunedì 19 luglio 2010

I quadri tornano a casa

Finalmente ho trovato il tempo di riportare i quadri a casa. Sono piaciuti, mi hanno detto. Ma non ne ho venduto neanche uno.
Per caso, un mio amico che si trovava di passaggio in Sicilia ha potuto scegliere quello che gli regalerò per il suo vicinissimo matrimonio. A quanto pare, i miei quadri riesco solo a regalarli. Anche se il mio portafoglio piange, sono convinto che sia il destino migliore per un oggetto, come il quadro, creato con tanta cura.
Futuro? Proverò a proporre i miei "articoli" ad altre gallerie, magari più commerciali. Ormai il ghiaccio è rotto, il primo passo è fatto: sarò un giorno un pittore apprezzato, a cui tutti chiederanno un quadro in regalo (perché comprarlo sembra un'offesa, sembra brutto).

Il portafoglio piange, sempre più forte.

sabato 24 aprile 2010

Aspettando commenti ed acquirenti



Sono passate quasi due settimane dall'inaugurazione della mostra. Ma ancora nessun contatto.
All'inaugurazione solo parenti e amici stretti. Spero che un amico mi aiuti a portare persone estranee alla mia ristrettissima e consueta cerchia di conoscenti.
Ancora nessun acquirente. Commenti vaghi: sembra che piacciano, i miei "articoli" (così li chiamava Degas, l'ironico franco-napoletano). Mi aspetto troppo? Una vendita alla prima esposizione?
Pensieri vari: smetto. Cerco altre occasioni e spazi per i miei quadri, magari più commerciali. Ma dove? A Catania e dintorni non fervono le iniziative per i pittori sconosciuti seppure promettenti (mi tiro su da solo).
Incredibilmente, sono in astinenza: preso dal lavoro e dalle figlie piccole sempre malate, non ho più tempo né il pensiero di dipingere e mi manca un quadro sul cavalletto da finire. Penso ad altri soggetti. Addirittura all'illustrazione: le pubblicazioni sul mondo dei fumetti ("scuola di fumetto" in particolare) mi invogliano, ma, non avendo tempo e capacità per impiantare vere storie a strisce, mi rifugio nell'idea dell'illustrazione.
La composizione delle stampe giapponesi e dei pittori, soprattutto italiani, del 500 e 600, mi solleticano in continuazione.
Stasera, di nuovo sabato, di nuovo serata di pienone in pizzeria: qualcuno mi cercherà? Sorpresa della domenica? Piove, la primavera non c'è ancora. Fino al 14 maggio, ogni sabato aspetterò una chiamata dalla pizzeria...

venerdì 9 aprile 2010

La mia prima personale




Ci siamo. Ieri ho montato i quadri alle pareti. Dopodomani, domenica, si inaugura.
Il proprietario della pizzeria artistica, Pizzarté (Via Giasira, Catania) mi ha suggerito di preparare un listino prezzi. Rigiro in mente cifre molto basse (bisogna pur iniziare), cifre molto alte (ma a me la fatica chi me la ripaga?), veto sulla vendita di tutti i quadri (in fondo, perché li vendo? casa mia sembra un deserto, quasi tutte le pareti vuote...).
Piaceranno? Devo invitare un po' di gente, ma chi?
Ho un ultimo quadro da ultimare e a dire il vero un quadro, che doveva arrivare da mio cognato da Monfalcone, non ci sarà. Un buco! Ne dipingo uno a tappe forzate tra stanotte e domenica pomeriggio?
Lunedì racconterò come è andata. Speriamo di vendere. Oppure no.

lunedì 5 aprile 2010

Ricomincio da qui




Dopo lunga assenza, ricomincio a riscrivere su questo blog. Parlerò del mio hobby (per ora), la pittura, e del tentativo di farlo diventare un mestiere.

Intanto, sto preparando la prima esposizione: da Pizzarté, a Catania.

Pittori spiantati della blogosfera, vi aspetto tutti qui per condividere il nostro (tortuoso?) cammino verso il successo (o verso fallimenti attraverso i quali capire meglio il mercato dell'arte).

A presto.

(P.S. Qui sopra, la mia ultima fatica...)

giovedì 18 febbraio 2010

Praticamente, dipingo

Torno dopo troppo tempo a riscrivere su questo blog e segnalo uno spazio in cui ho inserito immagini delle mie fatiche di pennello.
Buona visione.

sabato 3 ottobre 2009

Due scarabocchi da Mussomeli



Il centro della Sicilia ha il fascino delle terre ancora non colonizzate. Nel lontano 2004, accompagnai una volta mia moglie ad un campo archeologico, dove lei faceva la disegnatrice, e approfittai, durante il loro lavoro, per fare qualche disegno. Siamo a Polizzello, vicino a Mussumeli, su un altura che un tempo ospitava un complesso di templi dei Sicani (circa 1000 a.C.).
Sopra, una veduta dell'ampio panorama nei dintorni. Sotto, un gruppo di operai e di archeologi al al lavoro. Questa campagna di scavo fu anche occasione per conoscere le persone che popolano questa Sicilia un po' fuori dal tempo, persone squisite con cui ho avuto occasione, unica nella mia vita, di raccogliere l'origano che cresce spontaneamente sulle montagne e che fa un odore eccezionale, da farvi odiare qualunque barattolino di erbette tritate che si possa trovare al supermercato.



domenica 20 settembre 2009

Alcuni pesci

Quando qualche anno fa mi trasferii in Sicilia, fu come riscoprire una seconda volta la natura.

Il pesce, ad esempio, aveva sapori straordinari, per me sconosciuti. Inizia allora una sorta di campagana di conoscenza delle tante specie di pesci che affollano il mare siciliano, per imparare a comprarlo ed apprezzarlo. Mi munii di un libro di riferimento: Palombi-Santarelli, Gli animali commestibili dei mari d'Italia (descrizione bilologica, pesca, valore economico e nomi italiani dialettali e stranieri ad uso dei pescatori di professione, dilettanti, subacquei), Hoepli 2001. E poi presi la decisione di disegnare ogni specie di pesce, per imparare a riconoscerle.

Durò poco: qualche mese. Anche se ogni tanto continuo a sfogliare il libro, davvero utile anche se inconograficamente non impeccabile, ho smesso da anni il disegno dei pesci.
Vi propongo alcuni di quelli disegnati.












La ricciola è uno dei pesci più buoni: mangiato fresco, pescato da qualche ora, semplicemente su brace o al forno, è straordinario. Sa di mare, non serve dire altro.



La falsa ricciola assomiglia alla ricciola non solo nella forma ma anche nella carne: ottima.


I sauri sono invece più anonimi come sapore: è sempre pesce azzurro, la mamma sarà contenta se lo mangerete.
Da notare che, per sembrare meno aggressivo e più facili da preparare, i pesci vengono spesso "edulcorati" delle loro pinne dai pescivendoli. In alcuni casi, questo ritocco alle pinne è fatto ad arte per far passare una specie meno pregiata per una più pregiata. Personalmente, quel che guardo con più attenzione è la freschezza del pesce, indicata dalla brillantezza delle squame e dall'integrità degli occhi. Se devo mangiare pesce surgelato, voglio sapere da chi e quando è stato scongelato!